Il Giardino di San Giuliano, un giardino in continuo movimento

Il Giardino di San Giuliano, un giardino in continuo movimento
9 Marzo 2016 Francesco Pensovecchio

Il Giardino di San Giuliano, un giardino in continuo movimento

Il Giardino di San Giuliano, premiato nel 2013 col “Gran Premio Giardini” di Grandi Giardini Italiani, vanta numerosi esemplari provenienti da tutto il mondo. Visitare il Giardino di San Giuliano è sempre un’esperienza nuova.

(newsletter Marchesi di San Giuliano, 2 febbraio, Nr. 1/2016) Attorno alla masseria, a partire dagli anni settanta, il marchese Giuseppe di San Giuliano, cominciò a creare un giardino, che si estende oggi per circa 4 ha. Inizialmente si misero a dimora palme e altre piante. Accanto ai vecchi pini, impiantati negli anni trenta, trovano così posto le Chamaerops spp. fra la Chiesa e il terrazzo, molte Phoenix canariensis, oggi in parte perdute a causa del punteruolo rosso, le Phitolacca dioica, l’Eritrina crista-galli, le Washingtonia filifera, a cui si aggiungono alcune piante come il grande Cedro del Libano, portato a San Giuliano ancora piccolo, da una vecchia proprietà di famiglia sopra Catania, Villa Leucatia. Seguono nel tempo piantumazioni diverse, prove, tentativi, a volte riusciti altre no, che hanno reso questa parte del giardino molto interessante e in qualche modo austera. Degli anni novanta è l’impianto delle Macrozamia moorei ed ancora più recente è la sistemazione di quella che noi chiamiamo la “fascia blu”, ossia di quella parte del giardino di fronte al terrazzo nella quale sono predominanti piante di colore verde-grigio, come gli splendidi esemplari di Yucca rostrata, la Trithrinax campestris, etc.

Nel corso degli anni il giardino si arricchisce di esemplari di piante diverse, provenienti dalle più disparate parti del mondo con esemplari rari e notevoli, come nel caso degli Encephalartos spp., il cui numero di specie si sta arricchendo di anno in anno (oggi si va dall’Encephalartos horridus al ferox, dal villosus al lehmannii, dall’altsteinii al chimanimaniensis, etc.).

Negli anni Novanta, al magnifico giardino che circonda la masseria, si aggiunge un giardino “nascosto o segreto” chiamato “il giardinetto”, ottenuto trasformando uno spazio che in precedenza ospitava gli alberi da frutto e l’orto che servivano per gli usi di casa. Al progetto partecipa in modo determinante Oliva di Collobiano che insieme al Marchese progetta uno spazio delimitato da muri a secco e macie che si affacciano sugli agrumeti. Sfruttando un vecchio sistema di saie che portavano l’acqua dall’abbeveratoio al “giardinetto”, vengono costruite delle vasche comunicanti fra loro mediante una nuova rete di saie, per creare un circolo d’acqua molto discreto che serva a mitigare la calura estiva. Una fontana con ninfee, da cui si dipartono due corridoi in forma di croce diventa il centro del nuovo giardino che si divide in diverse zone; in particolare nella zona tropicale è possibile trovare un ambiente con vegetazione molto lussureggiante, con esemplari di Archontophoenix spp, Muse spp, Datura spp., Raphis spp, etc.; nella “balza mediterranea”, accanto al vecchio “giardino di pompelmi e limoni” si è aggiunto un nuovo “giardino di pompelmi rossi”; infine nella “balza degli aromi”, con vista sugli agrumeti e lo sfondo sull’Etna, è possibile ammirare una ricchissima varietà di piante aromatiche con diverse specie di salvia, timo, artemisia, tulbaghia, etc.

Un pergolato con uva da tavola di diverse varietà, sotto cui crescono agrumi da collezione, fornisce la sua rassicurante ombra sul viale centrale del “giardinetto” durante la calura estiva, che in Sicilia può essere molto intensa e prolungata. Nei primi anni duemila, ancora un cambiamento importante; il giardino, ormai splendido e consolidato nelle sue linee di fondo, viene “sentito” dal Marchese come troppo austero, e il Suo desiderio è quello di arricchirlo con un tocco di gentilezza e colore che solo una mano femminile è in grado di dare. Arriva Rachel Lamb, capo giardiniera inglese che ha fatto esperienza in diverse parti del mondo; Rachel conferisce al giardino una nota leggiadra di eleganza con l’inserimento di piante le cui fioriture si susseguono a partire mese di marzo (anemoni, narcisi, nasturzi, etc). In “giardinetto” crea una tocco di colore con le rose antiche (fioritura maggio) e conferisce eleganza ai vialetti col bianco degli Agapanthus spp. e altri fiori. Rimodella alcuni angoli e ne crea di nuovi, come la zona tropicale accanto alla vasca quadrata del “giardinetto”, dove usa una quantità di essenze diverse e per noi “nuove”.

Ultima fatica importante è stata la rimodellazione della “collina delle piante grasse”, arricchita con svariate tipologie di piante che spaziano dai Ferocactus spp.ai Tricocereus spp., dagli Echinocactus spp. ai Pachipodium spp, etc.

Il Giardino di San Giuliano dimostra come un giardino è un qualcosa di molto dinamico, che cresce insieme a noi, non funziona con schemi predefiniti, ma diventa bello col tempo, con infinite prove e tentativi, grazie alla passione e alle cure di molte persone e alla infinita pazienza del proprietario, che deve, per primo, imparare ad aspettare i tempi della natura.

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