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Le aziende Assovini sono in prima fila nella salvaguardia dell’ambiente e nel riuso di immobili e terreni
Le aziende Assovini non producono ricchezza soltanto attraverso la vendita del loro vino, ma anche attraverso la ristrutturazione e conseguente rivalutazione del loro grande patrimonio di immobili e di terreni in tutta l’isola, speso in zone di grande pregio naturalistico e storico. Dimostrano inoltre una sentita propensione per uno sviluppo di tipo sostenibile, rispettoso dell’ambiente e dell’uomo, e si dimostrano un presidio fondamentale contro il degrado del paesaggio
Il 62,7% delle aziende ha riqualificato immobili, da 1 a 10 per azienda con una media di oltre 4 immobili per azienda, per un totale di oltre 170 immobili. Si tenga conto che tra questi vi sono intere masserie, nonché bagli e palmenti storici, e persino interi complessi monumentali. Il 46,51% delle aziende Assovini ha anche riqualificato i propri terreni.
Gli immobili recuperati sono stati destinati per la maggior parte alle attività aziendali e ad abitazione per il personale o per foresteria, ma anche per le attività di accoglienza e degustazioni in cantina e per ricettività turistica. Nel dettaglio, con le ristrutturazioni il 43% delle aziende ha realizzato cantine, locali per la produzione e barricaie; il 26% locali di rappresentanza, accoglienza, sale degustazioni e,nella stessa percentuale, il 26% strutture per enoturismo, agriturismo, bed&breakfast e relais; il 22% uffici; un altro 22% abitazioni e foresterie; il 17% depositi per prodotti agricoli e il 9% ricoveri per macchine e attrezzi; il 9% uno spazio museo.
Le aziende Assovini si dimostrano poi molte attente, nelle loro attività di produzione, alla salvaguardia dei terreni, dell’ambiente e della biodiversità. Il 79% utilizza concimi a basso impatto ambientale, il 67% delle aziende ha dichiarato di prestare particolare cura nella scelta dei materiali da utilizzare in vigna. Il 72% tutela le vigne più vecchie e il 51% in cantina utilizza lieviti autoctoni.
Il 30% ha una certificazione biologica o biodinamica e il 23 % ha ristrutturato la sua cantina secondo i criteri della bioarchiettura. Il 21% delle aziende ha già impianti per la produzione di energia alternativa pulita e il 67% ha adottato misure per il risparmio energetico. Il 47% delle aziende sta realizzando sistemi per la riduzione dell’impatto ambientale dei residui di produzione (tralci, raspi, vinacce, fecce, ecc.), il 33 % ha già certificazioni ambientali e il 53% ha una certificazioni di qualità.
Le aziende Assovini sono una leva importante per lo sviluppo turistico dell’isola: il 35% delle strutture è dotata di posti letto ed ha stipulato accordi per l’incoming
Produzione di vino e promozione turistica del territorio sono un binomio inscindibile. Lo sostengono le aziende socie Assovini che sempre più si stanno dotando di una vera e propria struttura ricettiva, accanto alla cantina e alle sale destinate alle degustazioni.
Da un’indagine condotta tra le aziende Assovini è emerso che complessivamente il 35% delle aziende socie è dotato di struttura ricettiva da 2 a 60 posti letto, in media 15 posti letto, per complessivi 330 posti letto circa. Creati agriturismi, bed&breakfast ma anche relais di lusso. La stessa percentuale di aziende, il 35%, ha stipulato accordi con operatori turistici, soprattutto tour operator (25%), poi nell’ordine agenzie di viaggi, alberghi, ristoratori e portali di prenotazioni on line.
Nel 2009 il 70% delle associate ha accolto visitatori in cantina. Il 35% delle aziende offre uno spazio enoteca al suo interno e il 14% dispone anche di un ristorante. In alcune cantine si organizzano inoltre corsi di cucina e visite didattiche per gruppi di studenti.
Il 70% delle aziende Assovini abbina alla promozione del proprio vino la valorizzazione dei prodotti tipici del territorio e delle ricette della tradizione e/o della ristorazione siciliana di qualità, sia nella cantina stessa che in degustazioni e manifestazioni organizzate in Italia e all’estero. Il 65% delle aziende Assovini ha aderito ad una Strada del vino.
Il 53% delle aziende Assovini ha intrapreso azioni sul territorio per la valorizzazione storico, artistica, monumentale e culturale della sua zona e/o della Sicilia nel suo complesso. In molti casi sono stati restaurati a spese dell’azienda beni storici e artistici all’interno oppure nei pressi della cantina. Diverse, ad esempio, le cappelle restaurate dalle aziende. Il 42% delle aziende socie ha infine attrezzato uno spazio museo all’interno della cantina per conservare memoria dei metodi tradizionali di coltivazione e produzione di vino.
Grande dinamicità sul mercato globale delle aziende Assovini: il 58% del fatturato è ottenuto all’estero e le imprese esportano in oltre 50 stati
I produttori siciliani di vino associati in Assovini vendono in tutti i principali mercati del mondo e oltre la metà del loro fatturato è, infatti, ricavato dall’estero. Il fatturato, in relazione ai mercati di destinazione, è risultato derivante per il 23% dal mercato regionale, per il 29% da quello nazionale e per il 58% dall’estero (il 34% da paesi europei e il 14% proveniente da paesi extraeuropei).
Le aziende Assovini Sicilia si stanno muovendo con grande dinamicità su tutti i continenti, le associate hanno indicato infatti di esportare da un minimo di 2 paesi ad oltre 56. Nel dettaglio il 7% ha indicato di avere avuto nel 2009 rapporti commerciali con oltre 50 paesi, un altro 10% ha indicato scambi commerciali con più di 30 stati sino a 50, il 29% ha inviato il suo vino da 10 a 30 paesi, il 25% ha dichiarato di esportare da 5 a 10 differenti nazioni, il restante 29% ha venduto in meno di 5 mercati stranieri diversi.
Gli stati con cui un numero maggiore di aziende Assovini hanno rapporti commerciali sono: la Germania (il 77,5% delle aziende), la Svizzera (75%), gli Usa (70%), il Giappone (55%), il Belgio (52,5%), la Francia e l’Olanda (il 42,5%)), il Canada (40%), la Gran Bretagna (30%), la Russia (22,5%), Danimarca, Polonia, Repubblica Ceca (20%), Brasile e Norvegia (15%), Australia, Austria, Irlanda, Messico e Svezia (12,5%), Cina e Lussemburgo (10%), Finlandia, Grecia, India, Spagna, Taiwan, Ungheria (7,5%), Corea, Liechtenstein, Malta, Nuova Zelanda, Serbia, Singapore, Slovenia, Sud Africa, Vietnam (5%).
Interessante anche l’analisi della percentuale di fatturato ottenuto per canale di distribuzione: il 66% del fatturato è ricavato dal cosiddetto canale Horeca che comprende enoteche e ristoranti, un canale che richiede vino di qualità e sa valorizzarlo con il consumatore finale, importante testimonianza quindi del successo del vino siciliano sul mercato. La parte restante del fatturato è ottenuta poi ancora dal canale della Grande Distribuzione Organizzata (Gdo), in media il 32%, e solo un piccolissimo ricavato è quello registrato dalla vendita diretta in cantina (1,7%). Ancora minima la vendita diretta on line (0,3%).
Le aziende Assovini Sicilia si mostrano complessivamente molto attive anche sul piano della promozione: la percentuale di fatturato investita per attuare azioni di comunicazione è in media dell’8%.. Una comunicazione che non promuove mai solo il vino dell’azienda ma tutta la Sicilia.
L’indagine è stata effettuata sulle 65 aziende socie Assovini a gennaio 2010.
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